Il lavoro interinale, o più correttamente somministrazione di lavoro, è una pratica diffusa, che ha come obiettivo principale quello di colmare il divario tra l’offerta e la domanda di lavoro in periodi di picco o di carenza di personale.
Le aziende possono assumere lavoratrici o lavoratori interinali per periodi più o meno lunghi, nelle modalità definite dai contratti collettivi di lavoro e della legge. Questa flessibilità consente alle aziende di adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato, gestire progetti specifici o affrontare situazioni di emergenza in modo efficiente.
D’altra parte, in alcuni casi il lavoro interinale, e soprattutto in periodi caratterizzati da elevata disoccupazione, è l’unica modalità di accesso al lavoro. Offre alle lavoratrici e ai lavoratori diversi vantaggi, ma anche degli svantaggi e delle sfide da affrontare, prima fra tutte l’incertezza nei confronti del futuro.
Approfondiamo insieme e vediamo in cosa consiste e come funziona il lavoro interinale nel nostro Paese.
Indice dei contenuti
- Cos’è il lavoro interinale
- Come funziona la somministrazione di lavoro?
- Quando si fa ricorso alla somministrazione di lavoro?
- Com’è strutturato un contratto di somministrazione di lavoro?
- Come funziona il pagamento dello stipendio?
- Durata del contratto di lavoro interinale
- Vantaggi e svantaggi del lavoro interinale
Cos’è il lavoro interinale
Il lavoro interinale come lo intendiamo oggi è una forma di impiego introdotta con il D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, che ha abrogato gli articoli della precedente Legge n. 196/1997 in cui si faceva riferimento al lavoro interinale, sostituendolo con il contratto di somministrazione di lavoro.
Nonostante sia più corretto parlare di somministrazione di lavoro e non di lavoro interinale, questa espressione è ancora ampiamente utilizzata nel linguaggio comune e nella pratica effettiva.
Questa modalità prevede che una lavoratrice o un lavoratore venga assunto da un’agenzia di lavoro interinale e assegnato a un’azienda per un periodo di tempo specifico.
Durante questo periodo, il lavoratore interinale svolge mansioni e compiti definiti dall’azienda ospitante, con la stessa retribuzione e le stesse normative previste dal contratto collettivo di lavoro applicato ai dipendenti dell’azienda ospitante, compresi tutti i diritti sindacali, ma mantiene un rapporto contrattuale con l’agenzia di lavoro interinale.
Cosa vuol dire?
Semplificando, il lavoratore interinale viene assunto da un’Agenzia per il Lavoro regolarmente autorizzata a svolgere l’attività di somministrazione di lavoro, che a sua volta “presta” la risorsa a una azienda che ne ha bisogno per un periodo di tempo più o meno breve.
Quindi, la lavoratrice o il lavoratore interinale è un dipendente dell’agenzia per il lavoro, ma svolge la sua attività presso l’azienda cui viene assegnato.
Come funziona la somministrazione di lavoro?
Abbiamo visto che il lavoro interinale, o somministrazione di lavoro, prevede il coinvolgimento di tre attori:
- l’agenzia per il lavoro (somministratore);
- l’azienda (utilizzatore);
- la lavoratrice o il lavoratore.
L’agenzia di lavoro interinale funge da intermediario tra le aziende che richiedono personale temporaneo e i lavoratori disponibili per tali incarichi, e si occupa di reclutare, selezionare e assumere le lavoratrici e i lavoratori interinali in base alle competenze richieste dalle aziende ospitanti. Inoltre, l’agenzia si occupa della gestione degli aspetti contrattuali, dell’amministrazione del salario e dei benefici del lavoratore interinale.
Vediamo, per step, come si procede:
- richiesta: l’azienda cliente comunica all’agenzia interinale la necessità di personale, specificando le competenze richieste, la durata dell’impiego e altre informazioni rilevanti;
- selezione delle lavoratrici e dei lavoratori: l’agenzia interinale seleziona i lavoratori che meglio corrispondono ai requisiti richiesti dall’azienda cliente. Questa selezione può essere basata su colloqui, valutazioni delle competenze, test e verifiche di referenze;
- assunzione: l’agenzia interinale assume i lavoratori selezionati, stipulando con loro un contratto di lavoro a tempo determinato. In alcuni casi, l’agenzia può anche fornire una formazione preliminare ai lavoratori per prepararli al meglio alle esigenze dell’azienda cliente. Deve sempre e comunque fare formazione obbligatoria sulla sicurezza;
- assegnazione: l’agenzia interinale invia i lavoratori all’azienda cliente per svolgere il lavoro richiesto. Durante l’assegnazione, l’agenzia si occupa di gestire gli aspetti amministrativi come la gestione dei salari, delle tasse e delle assicurazioni;
- supervisione: l’agenzia interinale può mantenere un contatto costante con l’azienda cliente per assicurarsi che i lavoratori si stiano adattando correttamente all’ambiente di lavoro e che le aspettative vengano soddisfatte;
- fine dell’assegnazione: una volta scaduto il periodo di impiego temporaneo, l’agenzia interinale può riassegnare la lavoratrice o il lavoratore a un’altra azienda cliente o terminare il contratto di lavoro.
Quindi, come si può intuire, il lavoratore in cerca di occupazione e l’azienda che necessita di personale non entrano in contatto in maniera diretta e canonica, ma passano attraverso una struttura intermedia, deputata a svolgere questo ruolo di selezione e somministrazione per conto terzi.
Quando si fa ricorso alla somministrazione di lavoro?
Le aziende possono ricorrere alla somministrazione di lavoro in diverse situazioni, tra cui le seguenti:
- copertura di picchi di lavoro: se un’azienda ha un aumento temporaneo dell’attività o un progetto speciale che richiede risorse aggiuntive per un periodo limitato, può optare per la somministrazione di lavoro per ottenere rapidamente il personale necessario;
- sostituzione di personale assente: se un dipendente regolare è in malattia o in ferie, l’azienda può utilizzare la somministrazione di lavoro per coprire il suo posto temporaneamente e assicurarsi che le operazioni aziendali continuino senza interruzioni;
- competenze specialistiche: se un’azienda ha bisogno di competenze specifiche per un progetto o una fase particolare del lavoro, può cercare lavoratori temporanei con le competenze richieste tramite un’agenzia interinale. Questo permette di ottenere rapidamente personale qualificato;
- flessibilità: la somministrazione di lavoro offre alle aziende una maggiore flessibilità nel gestire le risorse, adattandole alle esigenze aziendali in modo rapido.
L’azienda, quindi, può rivolgersi a un’agenzia di somministrazione di lavoro a seconda delle proprie esigenze specifiche e trovare un accordo con essa.
Com’è strutturato un contratto di somministrazione di lavoro?
Quando si parla di contratto di somministrazione di lavoro, è bene fare un chiarimento, perché si tratta di due accordi differenti.
In effetti, da un lato c’è un accordo tra l’agenzia per il lavoro (il somministratore) e l’azienda cliente (l’utilizzatore), con il quale si stabiliscono i termini e le condizioni dell’impiego temporaneo dei lavoratori forniti dall’agenzia. Dall’altro c’è il vero e proprio contratto di lavoro, che intercorre non tra l’azienda utilizzatrice e il lavoratore, ma tra quest’ultimo e l’agenzia per il lavoro.
Analizziamo entrambi gli aspetti.
Contratto tra agenzia per il lavoro e azienda
L’accordo tra azienda e agenzia prevede, in genere, i seguenti punti, che possono variare a seconda delle esigenze e delle modalità operative di entrambe le realtà coinvolte:
- descrizione del lavoro: il contratto deve specificare chiaramente le mansioni, i compiti e le responsabilità che i lavoratori dovranno svolgere presso l’azienda cliente. Questa descrizione dovrebbe essere il più dettagliata possibile per garantire una comprensione chiara delle aspettative di entrambe le parti;
- durata dell’assegnazione: il contratto deve indicare la durata dell’impiego temporaneo, specificando la data di inizio e di fine dell’assegnazione. Può essere un periodo definito o può essere stabilito un termine che permette di estendere o terminare l’assegnazione in base alle esigenze dell’azienda cliente. Ne parleremo più diffusamente più avanti;
- remunerazione: il contratto deve specificare l’importo della retribuzione che l’azienda cliente pagherà all’agenzia interinale per l’impiego dei lavoratori somministrati. Approfondiremo la questione relativa allo stipendio in un paragrafo dedicato;
- obblighi delle parti: il contratto deve chiarire i compiti e le responsabilità di ciascuna parte. Ad esempio, l’agenzia interinale può essere responsabile della selezione, dell’assunzione, del pagamento dei salari, del pagamento delle tasse e delle assicurazioni dei lavoratori somministrati. L’azienda cliente può essere responsabile nel fornire un ambiente di lavoro sicuro, le risorse necessarie e nel supervisionare il lavoro dei lavoratori somministrati;
- riservatezza e non concorrenza: il contratto può includere clausole di riservatezza che impongono alle parti di proteggere le informazioni confidenziali dell’altra parte durante e dopo la durata dell’assegnazione. Inoltre, potrebbe essere inclusa una clausola di non concorrenza che impedisce all’azienda cliente di assumerne direttamente i lavoratori somministrati;
- risoluzione del contratto: il contratto deve definire le modalità di risoluzione anticipata del contratto da parte di entrambe le parti. Potrebbe includere disposizioni su preavviso, sanzioni o altre modalità di terminazione anticipata.
Vediamo, ora, come funziona invece il rapporto di lavoro tra l’agenzia e il lavoratore.
Contratto tra agenzia per il lavoro e lavoratore
Il contratto di somministrazione tra un’agenzia per il lavoro e una lavoratrice o un lavoratore è un accordo legale che stabilisce i termini e le condizioni dell’impiego temporaneo del lavoratore attraverso l’agenzia interinale.
Ecco come funziona tipicamente questo tipo di contratto:
- identificazione delle parti: il contratto deve indicare le informazioni di base sulle due parti coinvolte, cioè l’agenzia per il lavoro (somministratore) e il lavoratore somministrato. Queste informazioni includono i nomi legali delle due parti, gli indirizzi, i recapiti telefonici e altre informazioni di contatto rilevanti;
- descrizione del lavoro: il contratto deve specificare chiaramente le mansioni, i compiti e le responsabilità che il lavoratore dovrà svolgere presso l’azienda cliente. Questa descrizione dovrebbe essere il più dettagliata possibile per garantire una comprensione chiara delle aspettative del lavoro temporaneo;
- durata dell’assegnazione: il contratto deve indicare la durata dell’impiego temporaneo, specificando la data di inizio e di fine dell’assegnazione. Può essere un periodo definito o può essere stabilito un termine che permette di estendere o terminare l’assegnazione in base alle esigenze dell’azienda cliente;
- remunerazione: Il contratto deve specificare l’importo della retribuzione che l’agenzia per il lavoro pagherà al lavoratore somministrato. Perché, lo ricordiamo, è l’agenzia che paga lo stipendio al lavoratore interinale, e non l’azienda;
- obblighi delle parti: il contratto deve chiarire i compiti e le responsabilità di ciascuna parte. L’agenzia per il lavoro è responsabile dell’assunzione, della gestione amministrativa del contratto, del pagamento del salario e delle tasse, nonché delle assicurazioni per il lavoratore. Il lavoratore somministrato è tenuto a svolgere le mansioni assegnate secondo le istruzioni dell’azienda cliente e a rispettare le regole e le politiche aziendali;
- diritti e benefici: il contratto deve riportare esattamente tutti i diritti e doveri previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato ai dipendenti dell’impresa che lo utilizza, compreso quanto previsto dalla contrattazione di secondo livello;
- riservatezza e non concorrenza: il contratto può includere clausole di riservatezza che impongono al lavoratore di proteggere le informazioni confidenziali dell’azienda cliente durante l’assegnazione e anche dopo la sua conclusione. Potrebbe essere inclusa una clausola di non concorrenza che impedisce al lavoratore di accettare un impiego diretto presso l’azienda cliente dopo la fine dell’assegnazione;
- risoluzione del contratto: il contratto deve definire le modalità di risoluzione anticipata del contratto da parte di entrambe le parti. Potrebbe includere disposizioni su preavviso, sanzioni o altre modalità di terminazione anticipata.
È importante notare che le clausole e le disposizioni contrattuali possono variare in base alle leggi e ai CCNL applicati dall’azienda utilizzatrice.
Come funziona il pagamento dello stipendio?
Come accennato, il contratto di somministrazione viene sottoscritto dall’agenzia per il lavoro e il lavoratore, di conseguenza a pagare gli stipendi sarà l’agenzia, non l’azienda.
Quest’ultima dovrà poi riconoscere all’agenzia l’equivalente dell’importo previsto dalla retribuzione, al quale si aggiunge una commissione per i servizi erogati.
Dal punto di vista normativo, il lavoratore interinale ha gli stessi diritti previsti per gli altri dipendenti dell’azienda di destinazione, e percepisce lo stesso stipendio previsto dal CCNL di riferimento per l’attività che deve svolgere e in base al livello di inquadramento.
Ne consegue, insomma, che i lavoratori interinali hanno diritto:
- a una retribuzione equa;
- a un ambiente di lavoro sicuro e sano;
- alla formazione professionale;
- alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
- al congedo di maternità e al congedo di paternità;
- al riposo settimanale;
- alle ferie;
- ai permessi retribuiti e non retribuiti;
- ai contributi previdenziali;
- al TFR.
Dal punto di vista dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e della retribuzione, non c’è alcuna differenza tra un lavoratore interinale ed un dipendente a tempo indeterminato assunto dall’azienda.
Durata del contratto di lavoro interinale
Il contratto di somministrazione di lavoro può essere di due tipi, ovvero a tempo determinato o indeterminato.
Nel primo caso, si configura in modo molto simile al vecchio sistema del lavoro interinale, ovvero l’Agenzia per il lavoro fornisce all’azienda una o più risorse per un periodo limitato di tempo.
Questa durata è uguale a quella prevista dalla disciplina dei contratti a termine, e può essere di massimo 24 mesi (2 anni) per il medesimo utilizzatore, quindi per l’azienda che ospita il lavoratore. Nel caso di utilizzatori differenti, non si può andare oltre i 48 mesi totali.
Ad ogni modo, il numero delle lavoratrici e dei lavoratori assunti con contratto di somministrazione a tempo determinato non può essere superiore al 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipulazione.
Per quanto concerne, invece, il contratto a tempo indeterminato – introdotto dal D.lgs n. 81/2015 e definito “staff leasing” – potrà essere utilizzato nel limite del 20% rispetto al numero di lavoratori assunti a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore alla data del 1° gennaio dell’anno in cui viene a stipularsi il contratto. Per fornire una risorsa a tempo indeterminato, però, la stessa dovrà essere assunta a tempo indeterminato dall’Agenzia per il Lavoro.
Vantaggi e svantaggi del lavoro interinale
Il lavoro interinale, come ogni forma di impiego, presenta sia vantaggi che svantaggi.
Di seguito sono elencati alcuni dei pro e dei contro della somministrazione di lavoro.
- Vantaggi del lavoro interinale:
- flessibilità: il lavoro interinale offre alle aziende una maggiore flessibilità nel gestire le risorse umane. Possono facilmente aumentare o ridurre il numero di lavoratori in base alle fluttuazioni dell’attività o alle esigenze del progetto;
- risorse specializzate: le agenzie interinali possono fornire lavoratori con competenze specifiche per un determinato progetto o settore permettendo così alle aziende di ottenere rapidamente personale qualificato;
- copertura delle assenze: il lavoro interinale può aiutare le aziende a coprire le assenze temporanee dei dipendenti a causa di malattia, ferie o congedi parentali, garantendo la continuità delle operazioni aziendali.
- Svantaggi del lavoro interinale:
- incertezza occupazionale: le lavoratrici e i lavoratori interinali possono essere soggetti a un’incertezza occupazionale maggiore rispetto ai dipendenti a tempo pieno. Le assegnazioni possono essere di breve durata e non garantiscono continuità nell’impiego;
- mancanza di stabilità: il lavoro interinale può comportare frequenti cambi di impiego e un’instabilità lavorativa. I lavoratori potrebbero dover adattarsi a nuovi ambienti di lavoro e nuove dinamiche di squadra ogni volta che cambiano assegnazione;
- competizione per posizioni: in alcuni settori o mercati del lavoro, può esserci una forte concorrenza per le posizioni di lavoro interinale. Le lavoratrici e i lavoratori potrebbero dover competere per ottenere un’assegnazione o potrebbero non essere selezionati per lavori specifici.
È importante valutare attentamente i pro e i contro del lavoro interinale in base alle esigenze specifiche delle lavoratrici, dei lavoratori e dell’azienda.