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Il ruolo del Fondo FAPI per la formazione continua

Categoria: Welfare
Mag 2, 2022
Redazione
Il ruolo del Fondo FAPI per la formazione continua

Nell’articolo dedicato al welfare contrattuale abbiamo elencato alcuni dei servizi che rientrano in questa definizione, tra cui la pensione complementare, la sanità integrativa e la formazione continua in azienda

In merito a quest’ultima è utile sottolineare il ruolo dei cosiddetti Fondi Paritetici Interprofessionali, organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali, finalizzati alla promozione di attività di formazione rivolte ai lavoratori

Questi Enti sono autorizzati dallo Stato – tramite la Legge 388/2000 – a raccogliere quanto versato dalle imprese all’INPS, e che quest’ultima fa confluire nei Fondi stessi, nella misura dello 0,30% dei contributi.

Per quanto concerne i settori di interesse dell’Ente bilaterale Enfea, il fondo interprofessionale di riferimento è FAPI – Fondo Formazione Piccole Medie Imprese

Vediamo insieme cos’è il Fondo FAPI, come aderire e come vengono gestiti i contributi da destinare alla formazione continua in azienda.

Cos’è il Fondo FAPI – Fondo Formazione Piccole Medie Imprese

FAPI – Fondo Formazione PMI è un fondo interprofessionale istituito congiuntamente da CONFAPI, CGIL, CISL e UIL per promuovere lo sviluppo della formazione continua per le PMI come strumento di competitività aziendale e sicurezza occupazionale dei lavoratori.

Come tutti i fondi interprofessionali, FAPI percepisce lo 0,30% dei contributi mensili dell’azienda all’INPS versati a loro volta da quest’ultima ai fondi a cui l’azienda è aderente. 

FAPI utilizza queste risorse per finanziare attività di formazione per i dipendenti delle aziende associate e, dal 2019 ad oggi, ha finanziato attività per oltre 52 Milioni di euro, al netto delle riserve utilizzate per finanziare tutti i piani in overbooking, per l’accrescimento delle competenze delle Piccole e Medie Industrie, soprattutto in un periodo di difficoltà che il COVID-19 ha causato a tutto il sistema produttivo italiano.

Chi può aderire al Fondo FAPI e come?

Le Piccole e Medie Imprese possono decidere di aderire liberamente al Fondo FAPI, a prescindere dal tipo di azienda, dal settore di appartenenza e dal periodo dell’anno. 

L’adesione non comporta nessun costo aggiuntivo per l’impresa, è sufficiente dedicare – nelle modalità che vedremo tra un attimo – di destinare il contributo dello 0,30% che l’INPS versa ai Fondi interprofessionali al Fondo FAPI

Come aderire? Le procedure sono essenzialmente 2: 

  1. se l’impresa non è aderente a nessun Fondo Interprofessionale: attraverso il flusso UNIEMENS, è sufficiente indicare il codice identificativo FAPI seguendo questo percorso “FondoInterprof -> Adesione” e inserire il numero dei dipendenti interessati all’obbligo contributivo, tenendo in conto solo quadri, impiegati e operai;
  2. se l’impresa è aderente a un altro Fondo Interprofessionale: sempre nel flusso UNIEMENS si deve accedere alla sezione “DenunciaAziendale”, seguire il percorso “FondoInterprof -> Revoca”, selezionare il codice REVO e indicare, nella stessa denuncia, il codice a quattro cifre FAPI come indicato al punto 1.

Per maggiori dettagli, invitiamo a consultare le FAQ sul sito FAPI, qui

Come verificare l’adesione al Fondo FAPI

Il lavoratore può verificare se la propria azienda ha aderito o meno ad un fondo interprofessionale come FAPI? 

Sì, può farlo senza grosse difficoltà, semplicemente accedendo alla propria area personale sul sito dell’INPS, nel Cassetto Previdenziale, nella sezione “Fondi Interprofessionali”

Qui è riportata l’indicazione dell’eventuale fondo di appartenenza e da quanto tempo l’azienda ha aderito. 

La formazione finanziata dal Fondo FAPI

Come ricordato dal direttore del Fondo FAPI in una recente intervista, in Italia l’80% delle Grandi imprese ricorre ogni anno alla formazione continua, mentre per le nostre piccole e medie imprese si registra invece un ritardo nell’accesso alla formazione e nell’utilizzo dei fondi paritetici.  

La percentuale si abbassa al 60% per le aziende definite Medie, ovvero con più di 50 dipendenti, fino a scendere al 30% per quelle piccole, ovvero con meno di 49 dipendenti.

L’impegno di FAPI è quello di diffondere il più possibile la cultura della formazione continua in azienda sfruttando le risorse disponibili. 

Come vengono finanziati i percorsi di formazione

Le risorse raccolte dal Fondo FAPI vengono utilizzate per finanziarie le attività formative dei lavoratori e delle lavoratrici delle imprese aderenti.

Il finanziamento dei percorsi di formazione può avvenire in 3 modalità: 

  • Avvisi Generalisti: pubblicati a cadenze periodiche per venire incontro alle esigenze di programmazione dell’attività formativa da parte delle imprese, consentono di finanziare tutte le aziende (piccole, medie e grandi) sulla base delle effettive esigenze formative a prescindere da quanto versato al Fondo.  Gli Avvisi Generalisti possono essere anche di tipo tematico;
  • Sportello Impresa: si tratta di uno strumento agile e adatto alle esigenze più immediate sia delle piccole imprese che delle aziende di maggiori dimensioni. Dispone di due linee di finanziamento, una dedicata alle microimprese e alle piccole imprese e l’altra dedicata alle medie e grandi aziende. Gli sportelli vengono finanziati più volte all’anno;
  • Piani Quadro: con questo strumento il fondo cerca di rispondere alle esigenze di gruppi di imprese che si aggregano per settore, filiera o territorio. Le imprese si uniscono creando un “Aggregatore” e presentano domanda di finanziamento. Nel corso dell’anno formativo l’aggregatore presenterà poi di volta in volta i singoli progetti esecutivi per tutte o parte delle aziende aggregate, secondo le esigenze delle aziende stesse. 

Per maggiori informazioni, consultare il sito www.fondopmi.com.

ENFEA è l’ente bilaterale costituito da CONFAPI e CGIL, CISL e UIL a cui aderiscono le imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI.

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