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Come funziona la disoccupazione (NASPI)

Categoria: Welfare
Mar 22, 2022
Redazione
Come funziona la disoccupazione (NASPI)

La lista degli ammortizzatori sociali previsti dal nostro ordinamento giuridico, in cui trovano posto istituti come la Cassa Integrazione e i contratti di solidarietà, comprende anche una delle misure di sostegno più importante, ovvero il sussidio di disoccupazione

In effetti, nei casi in cui l’azienda non ha la possibilità di accedere a questi strumenti ma si trova in una momento di difficoltà, potrebbe essere costretta a ricorrere al licenziamento di uno o più lavoratori dipendenti, i quali potranno richiedere l’indennità di disoccupazione nelle modalità che andremo a illustrare nel corso del presente articolo.

Ricordiamo, in ogni caso, che l’ente bilaterale Enfea eroga un contributo per trattamenti individuali di integrazione salariale, nello specifico in caso di cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga o di altre forme di sostegno al reddito.

Per maggiori delucidazioni su questa e altre prestazioni offerte da Enfea, invitiamo a consultare il sito www.enfea.it.

Vediamo insieme cos’è e come funziona la disoccupazione NASPI, chi può richiederla, quanto dura e a quanto ammonta l’indennità mensile. 

Cos’è la disoccupazione NASPI

Denominata NASPI – acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego – questa forma di indennità di disoccupazione è stata introdotta con il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 (il cosiddetto Jobs Act), in sostituzione delle due precedenti prestazioni denominate rispettivamente ASpI e MiniASpI. 

Si tratta di un sostegno economico mensile, erogato a determinati soggetti in caso di sopravvenuto stato di disoccupazione involontario.

In poche parole, vale solo per chi ha perso il lavoro e non per chi si è licenziato di propria volontà (con alcune eccezioni, che vedremo più avanti). 

Cosa vuol dire? Che si trovano in uno stato di disoccupazione non per loro volontà, ma a causa di un licenziamento o, magari, per la chiusura dell’attività presso la quale erano impiegati. 

Questa misura di sostegno, però, non viene erogata in modo automatico, ma va espressamente richiesta dal soggetto interessato

Prima di spiegare come fare domanda di disoccupazione all’INPS, vediamo chi può usufruirne

A chi si rivolge la NASPI?

L’indennità di disoccupazione NASPI si rivolge a tutti i lavoratori subordinati che hanno perduto il lavoro

Nello specifico, la platea di destinazione comprende anche: 

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

La legge di Bilancio 2022 ha introdotto alcune novità in merito agli ammortizzatori sociali, che hanno toccato anche la NASPI. Per quanto riguarda i destinatari della misura, si è proceduto a un ampliamento della platea di soggetti che possono accedervi, aggiungendo anche gli operai agricoli a tempo indeterminato.

Non possono, invece, richiedere la NASPI: 

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

Vediamo, ora, quali sono i requisiti richiesti per accedere alla NASPI. 

Requisiti NASPI

Abbiamo visto che la nuova indennità di disoccupazione NASPI si rivolge ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro, ma per richiedere questa forma di sostegno devono essere in possesso di alcuni requisiti specifici

I due requisiti principali riguardano lo stato di disoccupazione e quello contributivo

1. Stato di disoccupazione

Per quanto concerne lo stato di disoccupazione, il lavoratore deve dichiarare di aver perduto il lavoro involontariamente ed essere in possesso della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità)

Nei 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, il richiedente deve recarsi presso il centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato. In mancanza, l’assicurato è convocato dal centro per l’impiego.

Anche se la disoccupazione si rivolge ai lavoratori che hanno perso il lavoro involontariamente, la normativa vigente prevede alcune eccezioni

Nello specifico: 

  • dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, nell’ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro;
  • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso altra sede della stessa azienda distante più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più;
  • licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione;
  • licenziamento disciplinare.

2. Requisito contributivo

La NASPI è una misura rivolta solo ed esclusivamente a soggetti che hanno perduto il lavoro, quindi che prima di fare domanda per l’indennità di disoccupazione avevano una occupazione. 

Di conseguenza, è importante che il soggetto interessato presenti alcuni specifici requisiti contributivi, nello specifico sono necessarie almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. 

Sono riconosciuti come validi le seguenti forme di contribuzione: 

  • contributi previdenziali;
  • contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria;
  • periodi di lavoro all’estero;
  • periodi di astensione dal lavoro.

Non sono, invece, ritenuti utili i seguenti contributi:

  • malattia e infortunio sul lavoro;
  • Cassa Integrazione Straordinaria e Ordinaria a zero ore;
  • contratti di solidarietà;
  • assenza per permessi e congedi;
  • aspettativa non retribuita per funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali.

Durata e importo della NASPI

Il calcolo della durata e dell’importo è un po’ ostico, ma cercheremo di spiegarlo nel modo più semplice possibile. 

Iniziamo col dire che la NASPI ha una durata pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi 4 anni. 

Quindi, per capirci, se per 4 anni il lavoratore ha avuto un impiego continuativo senza interruzioni, a tempo pieno, vuol dire che potrà ricevere il sussidio di disoccupazione per circa 2 anni, che rappresenta anche la durata massima consentita

Per quanto riguarda l’importo, invece, si calcola il 75% della retribuzione lorda che il lavoratore riceveva prima di perdere il posto di lavoro, ma entro un massimale che varia di anno in anno. Nel 2022 questo importo era pari a € 1.250,87. Se la retribuzione risulta essere più elevata di questo limite, si calcola un 25% sulla parte eccedente

Facciamo un esempio, giusto per semplificare il discorso. 

  • Se il lavoratore riceveva uno stipendio mensile pari a € 1.200,00, allora la NASPI si calcola nella misura del 75%, per un totale di € 900,00. 
  • Se, invece, il lavoratore riceveva uno stipendio pari a € 1.500,00, allora si calcola il 75% sul limite massimo di € 1.250,87 (circa € 938,00) ed il 25% sulla differenza tra € 1.500,00 e € 1.250,87 (€ 249,13), pari a circa € 62,00. Quindi, l’importo mensile sarà pari a circa € 1.000,00. 

In ogni caso, l’importo massimo mensile non può superare, per il 2022, € 1.360,77.

Un altro elemento di complessità nel calcolo dell’assegno NASPI è la riduzione del 3% mensile. Cosa vuol dire? Che l’importo erogato diminuisce ogni mese di una quota pari al 3%

La Legge di Bilancio del 2022 ha apportato qualche modifica anche in tal senso. Nello specifico, la riduzione del 3% parte non più dal quarto mese di erogazione dell’assegno ma dal sesto, che diventa l’ottavo per gli over 55

La NASPI è incompatibile con il lavoro? 

Ma l’indennità di disoccupazione può coesistere con il lavoro? In poche parole, si può lavorare mentre si è in uno stato di disoccupazione e si riceve l’assegno mensile della NASPI?

Sì, è possibile far convivere le due cose, alle seguenti condizioni: 

  • in caso di lavoro autonomo che genera un reddito annuo corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti, e cioè pari a € 4.800,00;
  • nel caso in cui il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti – ad esempio aveva due lavori part-time – a patto che il reddito percepito dal rapporto di lavoro rimasto in essere corrisponda a un massimo di € 8.145,00;
  • in caso di rioccupazione con contratto di lavoro intermittente.

Nei primi due casi la NASpI è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto.

Come fare domanda di disoccupazione NASPI

Come accennato in un passaggio precedente, l’indennità di disoccupazione non viene erogata in modo automatico ai soggetti in possesso dei requisiti richiesti, ma solo a coloro che inviano regolare domanda all’INPS, attraverso il servizio telematico o rivolgendosi a un CAF/patronato. 

La domanda va inviata entro 68 giorni a decorrere:

  • dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • dalla cessazione del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale, qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla cessazione del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Per compilare la domanda telematica in modo autonomo, è sufficiente accedere con le proprie credenziali qui

Quando decade o viene sospesa la NASPI

La NASPI può essere sospesa temporaneamente o decadere a seconda delle condizioni in atto. 

Nello specifico, viene sospesa in caso di:

  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi;
  • nuova occupazione in Paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione o in paesi extracomunitari.

La prestazione decade, invece, quando il lavoratore:

  • perde lo stato di disoccupazione;
  • inizia un’attività di lavoro subordinato, di durata superiore a 6 mesi o a tempo indeterminato senza comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva;
  • non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI, il reddito annuo che presume di trarre da uno o più rapporti di lavoro subordinato part-time rimasti in essere all’atto di presentazione della domanda di NASpI conseguente alla cessazione di altro rapporto di lavoro di cui era titolare;
  • inizia un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l’attività lavorativa autonoma o l’iscrizione alla Gestione Separata era preesistente alla domanda stessa;
  • raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non opta per l’indennità NASpI;
  • nei casi previsti dall’articolo 21, comma 7, decreto legislativo 150/2015, non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai centri per l’impiego.

Se si è poco pratici con la burocrazia e con le procedure amministrazione, consigliamo di rivolgersi a un CAF/Patronato, anche per ricevere il giusto supporto nella elaborazione della richiesta e tutte quelle informazioni di cui necessita nel corso della durata dello stato di disoccupazione durante il quale ha diritto all’indennità. 

Ogni anno, infatti, ci sono sempre alcune novità che è importante conoscere. 

ENFEA è l’ente bilaterale costituito da CONFAPI e CGIL, CISL e UIL a cui aderiscono le imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI.

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