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Come fare domanda per l’assegno unico e universale

Categoria: Welfare
Feb 28, 2022
Redazione
Come fare domanda per l'assegno unico

Il 2022 ha sancito l’entrata in vigore del nuovo Assegno Unico e Universale, lo strumento pensato dal legislatore per accorpare in un’unica misura i vari sostegni al reddito rivolti alle famiglie con figli a carico

Assegni familiari, detrazioni fiscali per figli a carico, bonus mamma domani, bonus bebè, finora gestiti separatamente, sono stati accorpati e assorbiti dall’Assegno Unico e Universale, sempre erogato dall’INPS ma senza il tramite del datore di lavoro. 

L’assegno unico non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido. Ricordiamo che tra le prestazioni erogate dall’ente bilaterale Enfea è presente anche un contributo per l’asilo nido/baby sitter e uno per la nascita/adozione del figlio/a del/della dipendente

Puoi approfondire le prestazioni previste visitando il sito www.enfea.it

L’Assegno Unico Universale rappresenta una novità importantissima, che richiede però un’azione diretta da parte dell’avente diritto, che dovrà procurarsi i documenti necessari e presentare regolare richiesta

Vediamo insieme cos’è l’Assegno Unico e Universale, chi può richiederlo, a quanto ammonta e come fare domanda

Cos’è l’Assegno Unico e Universale?

Per rispondere a questa domanda riportiamo di seguito la definizione fornita dall’INPS sul proprio sito web:

“L’Assegno unico e universale è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili.”

Quindi, l’Assegno Unico e Universale è un sostegno rivolto solo alle famiglie che hanno nel proprio nucleo uno o più figli under 21. Per i figli a carico con disabilità, non c’è il limite di età

Istituito con il decreto legislativo n.230 del 21 dicembre 2021, l’assegno unico costituisce un beneficio economico attribuito, mensilmente, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo, ai nuclei familiari a seconda della condizione economica del nucleo, in base all’ISEE o, come vedremo più avanti, in assenza dello stesso.

L’Assegno Unico Universale sarà erogato a decorrere dal 1° marzo 2022.

Perché si chiama Assegno Unico e Universale? 

Questa misura di sostegno al reddito familiare si chiama Assegno Unico e Universale. Ma perché si è scelto questo nome? 

Lo spiega sempre l’INPS in modo molto chiaro: 

  • è unico perché accorpa una serie di interventi diretti a sostenere la genitorialità e la natalità;
  • è universale perché può essere percepito da ogni famiglia con figli a carico, anche in assenza di un documento ISEE o con reddito superiore ai 40mila euro annui. Come vedremo nel corso dell’articolo, però, l’entità dell’assegno varia in proporzione al reddito e alla presentazione o meno dell’ISEE. 

Il nome scelto vuol quindi rimarcare la volontà del legislatore di riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico.

Chi può richiederlo?

L’Assegno Unico e Universale può essere richiesto da tutti i nuclei familiari, a prescindere dalla propria condizione lavorativa dei genitori (non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e senza limiti di reddito. 

L’assegno spetta, quindi, in presenza delle seguenti condizioni:

  • presenza di uno o più figli a carico minorenne. La misura riguarda ogni figlio;
  • gravidanza giunta al settimo mese;
  • presenza di uno o più figli maggiorenni, fino al compimento dei 21 anni, ma solo se frequenta (o frequentano, in caso di più figli) un corso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, svolga un tirocinio con reddito inferiore agli € 8.000,00 all’anno, sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego, svolga/no il servizio civile universale;
  • in presenza di figli a carico con disabilità, senza limiti di età.

Se si è in possesso dei seguenti requisiti, è possibile presentare regolare domanda all’INPS

Cosa cambia da marzo 2022?

Abbiamo accennato all’inizio che l’assegno unico accorpa una serie di misure di sostegno al reddito familiare, fino a questo momento gestite singolarmente. 

Alcune di queste misure, ad esempio gli assegni familiari e le detrazioni fiscali per figli a carico, non saranno più pagate in busta paga, anticipate quindi dal datore di lavoro, ma direttamente dall’INPS

Quindi, dal mese di marzo 2022 non verranno più erogati in busta paga gli assegni per il nucleo familiare e gli assegni familiari; inoltre, non saranno più riconosciute le detrazioni per figli a carico sotto i 21 anni

Però, la procedura non è automatica, è necessario fare domanda all’INPS per ricevere quello che, prima, veniva pagato in busta paga, altrimenti si rischia di perdere tutto.

A quanto ammonta l’assegno unico? 

Come accennato prima, se in possesso dei requisiti sopra elencati, l’assegno spetta a tutti i nuclei familiari a prescindere dall’occupazione e dal reddito

Detto questo, l’importo mensile erogato varia in base alla presentazione o meno dell’ISEE e alla fascia di reddito a cui si appartiene

Per i figli minorenni a carico lo schema è il seguente: 

  • in assenza di ISEE, o con ISEE superiore a € 40.000,00, l’importo è a pari a € 50,00 per ogni figlio a carico;
  • l’importo cala progressivamente all’aumento del reddito, in questo modo: 
    • reddito fino a € 15.000,00 = € 175,00 per ogni figlio;
    • reddito fino a € 20.000,00 = € 150,00 per ogni figlio;
    • reddito fino a € 25.000,00 = € 125,00 per ogni figlio;
    • reddito fino a € 30.000,00 = € 100,00 per ogni figlio;
    • reddito fino a € 35.000,00 = € 75,00 per ogni figlio;
    • reddito superiore ai € 40.000,00 = € 50,00 per ogni figlio.

Per i figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni e per i figli maggiorenni con disabilità senza limiti di età, gli importi sono i seguenti: 

  • reddito fino a € 15.000,00 = € 85,00 per ogni figlio;
  • reddito fino a € 20.000,00 = € 73,00 per ogni figlio;
  • reddito fino a € 25.000,00 = € 61,00 per ogni figlio;
  • reddito fino a € 30.000,00 = € 49,00 per ogni figlio;
  • reddito fino a € 35.000,00 = € 37,00 per ogni figlio;
  • reddito da € 40.000,00 = € 25,00 per ogni figlio.

Quelli indicati sono gli importi base, ai quali vanno poi aggiunte delle maggiorazioni in presenza di determinate condizioni

  • ogni figlio successivo al secondo; 
  • famiglie numerose; 
  • figli con disabilità; 
  • madri di età inferiore ai 21 anni; 
  • nuclei familiari con due percettori di reddito; 
  • una maggiorazione temporanea è, inoltre, prevista per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 25.000 euro.

Per i figli con disabilità sono previste alcune maggiorazioni di importo variabile a seconda della gravità della condizione del soggetto, che vanno da un minimo di € 80,00 ad un massimo di € 105,00. 

Per avere una stima verosimile dell’importo che si andrà a percepire l’INPS mette a disposizione il servizio Simulazione importo assegno mensile

Ricordiamo che l’importo dell’Assegno unico non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF, in quanto esente.

Come fare domanda

Per presentare la domanda di Assegno Unico e Universale all’INPS è necessario dotarsi prima di un documento ISEE, se non si decide eventualmente di non presentarlo. 

Se il nucleo familiare è in possesso dei requisiti, può accedere al servizio online e fare domanda in modo autonomo, utilizzando le proprie credenziali (SPID, CIE, ecc…), rivolgersi a un Patronato o contattare il numero verde 803.164 o il numero 06 164.164.

Ricordiamo che la domanda può essere presentata solo da uno dei due genitori, non da entrambi

La finestra per inviare la domanda si è aperta il 1° gennaio 2022, ed è possibile farlo fino al 30 giugno 2022 senza perdere nessuna mensilità arretrata.

Per le domande presentate a gennaio e febbraio, i pagamenti cominceranno a essere erogati dalla seconda metà di marzo

Per le domande presentate dal 1° marzo in poi, il pagamento verrà effettuato alla fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda. 

Per chi presenta la domanda entro giugno 2022, i pagamenti avranno decorrenza per le mensilità arretrate dal mese di marzo.

ENFEA è l’ente bilaterale costituito da CONFAPI e CGIL, CISL e UIL a cui aderiscono le imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI.

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