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Chi è l’addetto al primo soccorso in azienda

Categoria: Lavoro
Apr 21, 2022
Redazione
Chi è l'addetto al primo soccorso in azienda

Secondo quanto stabilito dal Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro – ovvero il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – e più precisamente dall’articolo 18, tra gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente figura anche quello di: 

“designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza.” 

In merito al primo soccorso, è quindi necessario nominare un addetto in azienda al quale affidare questo compito preciso

Vediamo insieme chi è, quali mansioni svolge, come e quando va nominato l’addetto al primo soccorso in azienda e che tipo di formazione deve ricevere

Chi è l’addetto al primo soccorso

L’addetto al primo soccorso in azienda è un lavoratore al quale viene assegnato il compito di svolgere una serie di azioni e interventi mirati alla gestione dell’emergenza in atto

Prima di proseguire, però, nell’elenco delle mansioni da espletare, è necessario spiegare cosa s’intende per primo soccorso

Infatti, il primo soccorso non va confuso con il pronto soccorso, termine utilizzato per indicare le procedure di assistenza medica di emergenza, e che quindi possono essere eseguite solo da personale sanitario adeguatamente formato e addestrato

Il primo soccorso, invece, non prevede assolutamente l’impiego di procedure mediche, compresa la somministrazione di eventuali farmaci o medicamenti vari, da parte dell’addetto aziendale, perché queste operazioni sono di esclusiva competenza del personale sanitario. 

Fatta questa doverosa differenza, vediamo in cosa consiste il primo soccorso in azienda

Cosa deve fare l’addetto al primo soccorso in azienda?

Abbiamo chiaro la differenza tra primo soccorso e pronto soccorso, specificando che l’addetto nominato in azienda è tenuto ad occuparsi solo ed esclusivamente del primo e non del secondo. 

Ma cosa deve fare, nel concreto? 

In pratica, deve eseguire tutte quelle azioni tali da garantire al lavoratore colpito da un malore o da un trauma una condizione di sicurezza in attesa di ricevere cure mediche di pronto soccorso

Più nel dettaglio, l’addetto al primo soccorso in azienda deve e può eseguire le seguenti azioni: 

  • saper riconoscere un’emergenza sanitaria;
  • mettere in sicurezza il lavoratore o i lavoratori in condizioni di emergenza;
  • contattare, se necessario, il 112;
  • eseguire una rapida valutazione del danno subito, accertandosi delle condizioni psicofisiche del lavoratore, in modo da informare correttamente i soccorritori che dovranno intervenire. Ad esempio, se il lavoratore si è procurato una frattura, indicare la natura dell’incidente e la parte del corpo coinvolta;
  • utilizzare quanto contenuto nella cassetta di primo soccorso, che ogni azienda deve avere in sede;
  • conoscere le patologie relative al luogo di lavoro, ad esempio il rischio chimico o biologico se in presenza di sostanze potenzialmente pericolose;
  • eseguire le tecniche e le manovre adatte a ripristinare la normale respirazione;
  • definire e far rispettare le strategie di prevenzione degli infortuni sul luogo di lavoro;
  • predisporre una modulistica che sintetizzi le circostanze dell’evento, gli interventi messi in atto e i presìdi utilizzati;
  • utilizzare, se necessario, macchinari come il defibrillatore (ma solo dopo aver ricevuto la formazione dedicata necessaria). 

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, invitiamo a consultare il nostro articolo dedicato proprio all’uso del defibrillatore in azienda, al cui interno forniamo anche alcuni dettagli relativi al contributo per acquisto e formazione sull’utilizzo defibrillatore offerto dall’Ente Bilaterale Enfea.

Obbligo di formazione

La normativa vigente (Decreto 15 luglio 2003, n. 388) conferisce al primo soccorso un ruolo importante all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e obbliga il datore di lavoro a formare l’addetto al primo soccorso (o gli addetti) e a organizzare il piano di emergenza.

La formazione deve essere svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. 

Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato. 

I contenuti minimi dei corsi devono essere integrati con i rischi specifici dell’attività svolta.

Deve essere, inoltre, previsto e garantito un percorso di aggiornamento a cadenza almeno triennale

La durata della formazione obbligatoria varia a seconda della categoria a cui appartiene l’azienda nella quale si opera. Le aziende, infatti, sono divise in 3 categorie, in base al numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio: 

  • Gruppo A: 
    • aziende o unità produttive con attività industriali, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari, aziende estrattive ed altre attività minerarie, lavori in sotterraneo, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;
    • aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari Inail con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro;
    • aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell’agricoltura;
  • Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A;
  • Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

La definizione della categoria di appartenenza avviene di concerto con il medico competente.

Come avviene la nomina dell’addetto al primo soccorso in azienda

Il datore di lavoro deve designare gli addetti al primo soccorso, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell’azienda o della unità produttiva.

Non esiste un numero prestabilito di addetti al primo soccorso da nominare in azienda, ma dovrà comunque essere rapportato al numero di lavoratori contemporaneamente presenti nel luogo di lavoro ed alla tipologia di rischio infortunistico. 

In ogni caso, dovrà essere previsto un sostituto, con pari competenze, per ognuno dei soccorritori individuati, al fine di garantire la presenza di un soccorritore in azienda.

Anche se non esistono precise indicazioni normative, la selezione degli addetti dovrebbe basarsi sulle attitudini, sulle esperienze personali nel campo dell’emergenza e sulle disponibilità individuali

Il datore di lavoro deve tenere conto delle capacità e dello stato di salute del lavoratore, che non deve presentare patologie o condizioni tali da impedire o limitare l’intervento immediato in emergenza.

Per approfondire, è consultabile online il manuale “Il primo soccorso nei luoghi di lavoro” redatto dall’INAIL.

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