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Nuovo ISEE 2026: cosa cambia davvero e chi ne beneficia

Categoria: Welfare
Feb 27, 2026
Redazione
Nuovo ISEE 2026: cosa cambia

A partire dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una modifica significativa nella disciplina dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), con l’introduzione di un nuovo valore ISEE specifico, pensato per rendere più equo e inclusivo l’accesso ad alcune prestazioni familiari e di sostegno sociale. È importante sottolineare fin da subito che non viene abolito l’ISEE ordinario: quello continua ad esistere e resta valido per la maggior parte delle agevolazioni, ma per alcune misure specifiche si applica un calcolo più favorevole, che tiene maggiormente conto della famiglia e dei figli. Dunque, cosa cambia nel calcolo e quali effetti concreti può avere questa novità per le famiglie italiane?

Cos’è il “nuovo ISEE” e quando si applica

La Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, comma 208 della legge n. 199/2025) ha introdotto l’“ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, un indicatore che si applica solo ad alcune prestazioni erogate dall’INPS. In particolare, il nuovo ISEE riguarderà l’Assegno di Inclusione (ADI), il supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), l’assegno Unico e Universale per i figli a carico (AUU), il bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare e il bonus nuovi nati. Per tutte le altre prestazioni sociali, compresi bonus o agevolazioni locali o settoriali, continua a valere l’ISEE ordinario senza le modifiche introdotte nel 2026.

Come cambia il calcolo del nuovo ISEE

Le novità principali riguardano due aspetti del calcolo dell’ISEE: la franchigia sulla casa di abitazione e le maggiorazioni della scala di equivalenza legate alla presenza di figli. Per quanto riguarda la franchigia, per il nuovo ISEE applicato alle prestazioni familiari, viene innalzata la soglia di valore dell’abitazione principale che non viene conteggiata nel patrimonio ai fini ISEE:

  • 91.500 € di franchigia generale
  • 120.000 € se l’abitazione si trova in un Comune capoluogo di Città metropolitana (come Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bologna, Genova, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Sassari, Reggio Calabria, Venezia)

Inoltre, la franchigia aumenta di 2.500 € per ogni figlia o figlio convivente oltre il primo, rendendo il calcolo più favorevole per famiglie con più figli.

Maggiorazioni per nuclei con figli

Il nuovo ISEE prevede maggiorazioni della scala di equivalenza in base al numero di figli conviventi:

  • +0,10 per nuclei con due figli
  • +0,25 con tre figli
  • +0,40 con quattro figli
  • +0,55 con cinque o più figli

Questi incrementi riducono il valore dell’ISEE calcolato, aumentando la possibilità di rientrare nei requisiti richiesti per accedere alle prestazioni.

Cosa succede alle domande già presentate

L’INPS ha chiarito che, per le domande di prestazioni come Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro, Bonus nuovi nati o Bonus asilo nido, se la richiesta effettuata con l’ISEE ordinario risulta in esito negativo, la pratica non viene rigettata immediatamente.

In questi casi l’INPS provvede a sospendere temporaneamente la domanda e successivamente la ricalcola automaticamente con il nuovo ISEE più favorevole, senza necessità di un nuovo adempimento da parte dell’utente.

Impatto sull’Assegno Unico e Universale

Per quanto riguarda l’Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli a carico, resta valido un periodo di transizione: per le mensilità di gennaio e febbraio 2026 l’importo sarà calcolato sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025, mentre il nuovo ISEE influirà solo dalle mensilità successive. Questo significa che non ci saranno variazioni immediate nei primi due mesi dell’anno, ma il nuovo calcolo diventerà operativo con il prosieguo dell’anno.

Perché questa novità

Secondo l’INPS, la revisione dell’ISEE mira a rendere il sistema di welfare più aderente alle reali condizioni economiche delle famiglie, con particolare attenzione alle situazioni con figli e a chi ha più bisogno di sostegno sociale. In teoria, l’aumento delle franchigie e delle maggiorazioni dovrebbe permettere a un numero maggiore di nuclei familiari di rientrare nei requisiti richiesti per ricevere misure come l’Assegno Unico o l’Assegno di Inclusione.

Criticità e possibili effetti indesiderati

Nonostante l’intento dichiarato di rendere il sistema più equo, alcuni osservatori del welfare e dei servizi al lavoro sottolineano possibili limiti nell’impatto pratico di queste modifiche, soprattutto per categorie come i single o comunque le persone sole, per persone con disabilità, per nuclei familiari numericamente piccoli e per chi vive in affitto o in zone con costi abitativi molto elevati. Secondo patronati e Caf, queste categorie potrebbero continuare a scontare difficoltà nell’accesso alle prestazioni, anche con l’ISEE rivisto, a causa di costi reali più alti rispetto a quanto emerge dall’indicatore.

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