EnfeaNews

 Il portale informativo della Piccola e Media Impresa

Come ottenere e presentare il certificato di malattia

Categoria: Lavoro
Set 17, 2026
Redazione
Come ottenere e presentare il certificato di malattia

Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti che devono assentarsi dal lavoro per motivi di salute devono seguire una procedura precisa per giustificare l’assenza e consentire il riconoscimento della tutela prevista in caso di malattia.

Il documento fondamentale è il certificato di malattia, che attesta l’incapacità temporanea del lavoratore a svolgere la propria attività lavorativa.

In questo articolo vediamo che cos’è il certificato di malattia, come viene trasmesso all’INPS, quali sono gli adempimenti a carico del lavoratore e cosa fare in caso di certificazione cartacea.

Approfondiamo inoltre una delle novità introdotte dall’INPS nel settembre 2026, relativa alla possibilità di riconoscere anche il giorno precedente alla redazione del certificato in caso di visita ambulatoriale.

Cos’è il certificato di malattia?

Quando una lavoratrice o un lavoratore dipendente si trova in una condizione di salute che gli impedisce temporaneamente di svolgere la propria attività, può assentarsi dal lavoro usufruendo della tutela prevista dalla normativa e dal contratto collettivo applicato.

Per attestare lo stato di malattia è necessario il certificato medico di malattia, attraverso il quale viene certificata l’incapacità temporanea al lavoro.

Il certificato contiene le informazioni necessarie alla gestione dell’evento, tra cui:

  • i dati anagrafici e il codice fiscale della lavoratrice o del lavoratore;
  • la data di rilascio;
  • la data di inizio della malattia;
  • la durata prevista, cioè la prognosi;
  • l’indirizzo di reperibilità durante la malattia;
  • la diagnosi, che viene trasmessa all’INPS ma non viene resa disponibile al datore di lavoro.

È importante controllare con attenzione soprattutto i dati anagrafici e l’indirizzo di reperibilità, perché eventuali errori possono creare problemi nel riconoscimento della prestazione o nello svolgimento di una visita medica di controllo.

Dal certificato destinato all’INPS deve essere distinto l’attestato di malattia, che non contiene la diagnosi e tutela quindi la riservatezza del lavoratore.

Come viene trasmesso il certificato di malattia all’INPS?

La certificazione di malattia viene normalmente trasmessa per via telematica direttamente dal medico.

Il lavoratore, quindi, deve rivolgersi tempestivamente al medico e verificare che la certificazione sia stata correttamente trasmessa.

Una volta effettuato l’invio telematico, il lavoratore può consultare il certificato e l’attestato attraverso i servizi messi a disposizione dall’INPS. È inoltre possibile richiedere al medico una copia del certificato o prendere nota del Protocollo Unico del Certificato (PUC), utile per identificare la certificazione.

Il datore di lavoro può consultare l’attestato di malattia attraverso i servizi INPS. L’attestato non contiene la diagnosi, che rimane un’informazione riservata.

È comunque importante ricordare che la trasmissione telematica del certificato non sostituisce l’obbligo del lavoratore di comunicare tempestivamente l’assenza al datore di lavoro, secondo le modalità e i termini previsti dalla legge, dal contratto collettivo e dalle regole aziendali.

L’INPS ha inoltre introdotto, dal 2024, un servizio sull’app IO che può inviare al lavoratore una comunicazione quando viene ricevuto un certificato telematico di malattia. La comunicazione invita a verificare i dati del certificato attraverso i servizi INPS.

Quando può essere utilizzato il certificato cartaceo?

La modalità telematica costituisce la procedura ordinaria, ma esistono situazioni nelle quali può essere necessario utilizzare una certificazione cartacea.

Può accadere, ad esempio, quando il medico o la struttura sanitaria non sono in grado di procedere alla trasmissione telematica per motivi tecnici oppure nei casi specificamente previsti dalla normativa.

Anche per i certificati relativi a ricoveri ospedalieri e agli eventuali periodi di malattia successivi al ricovero occorre verificare le modalità di trasmissione previste dall’INPS.

Quando viene rilasciato un certificato cartaceo, il lavoratore deve verificare che siano presenti tutte le informazioni necessarie e provvedere alla trasmissione secondo le modalità previste.

Per i certificati cartacei di malattia, l’INPS prevede in generale la trasmissione entro due giorni dal rilascio. Per i certificati di ricovero valgono invece regole specifiche.

Quanto tempo c’è per presentare il certificato di malattia?

Quando la certificazione viene trasmessa telematicamente dal medico, il lavoratore non deve normalmente inviare personalmente il certificato all’INPS.

Resta però fondamentale:

  1. rivolgersi tempestivamente al medico;
  2. verificare che il certificato sia stato trasmesso;
  3. controllare che i dati inseriti siano corretti;
  4. comunicare l’assenza al datore di lavoro nei tempi e con le modalità previste.

L’INPS precisa che, nei casi in cui sia necessario presentare una certificazione cartacea, il mancato rispetto dei termini può comportare la perdita della tutela previdenziale per i giorni di ritardo non giustificato.

Cosa succede in caso di ritardo?

Il rispetto delle tempistiche è importante perché la certificazione costituisce il presupposto per il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia.

In caso di ritardo ingiustificato nella presentazione della documentazione richiesta, il lavoratore può perdere il diritto all’indennità per i giorni non coperti dalla certificazione.

Per questo motivo è sempre opportuno contattare il medico il prima possibile dall’inizio della malattia e verificare immediatamente che la certificazione sia stata trasmessa correttamente.

La novità del 2026: il giorno precedente può essere riconosciuto anche con visita ambulatoriale

Una importante novità riguarda la decorrenza della tutela previdenziale della malattia.

Con la circolare INPS n. 92 del 4 settembre 2026, l’Istituto ha modificato le indicazioni precedenti, estendendo anche alle visite effettuate in ambulatorio la possibilità di riconoscere il giorno immediatamente precedente a quello di rilascio del certificato.

In precedenza, il riconoscimento del giorno precedente era possibile, a determinate condizioni, quando il medico aveva effettuato una visita domiciliare.

Dal 4 settembre 2026 la stessa possibilità è riconosciuta anche quando la visita viene effettuata presso l’ambulatorio del medico curante.

La possibilità è però soggetta a precise condizioni:

  • la data di inizio della malattia non può essere anteriore di più di un giorno rispetto alla data di redazione del certificato;
  • il giorno precedente non deve essere sabato, domenica o un giorno festivo infrasettimanale;
  • il medico deve attestare la decorrenza della malattia secondo le modalità previste dalla certificazione.

La novità è particolarmente importante perché evita che il lavoratore perda la tutela relativa al primo giorno di malattia esclusivamente perché la visita medica viene effettuata il giorno successivo presso l’ambulatorio.

Resta comunque fermo l’obbligo di comunicare tempestivamente l’assenza al datore di lavoro, anche quando il certificato viene rilasciato il giorno successivo.

La modifica può avere effetti anche sul calcolo del periodo di carenza e, più in generale, sulla decorrenza della tutela previdenziale, sulla base delle regole applicabili al singolo lavoratore.

Come cambiare l’indirizzo per la visita fiscale

Durante il periodo di malattia il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo indicato nel certificato per consentire l’eventuale effettuazione della visita medica di controllo.

Se l’indirizzo di reperibilità cambia durante il periodo di prognosi, il lavoratore privato deve comunicarlo tempestivamente all’INPS e prima di effettuare lo spostamento, utilizzando il servizio “Sportello per il cittadino per le visite mediche di controllo”.

Il servizio consente di:

  • comunicare un nuovo indirizzo di reperibilità;
  • consultare gli indirizzi precedentemente comunicati;
  • visualizzare le visite mediche di controllo ricevute;
  • consultare i relativi verbali disponibili.

La comunicazione all’INPS non sostituisce gli eventuali obblighi di comunicazione nei confronti del datore di lavoro previsti dal contratto collettivo o dalle disposizioni aziendali.

Visite mediche di controllo e reperibilità

Durante la malattia il lavoratore deve rispettare le fasce di reperibilità previste per le visite mediche di controllo.

Attualmente, le visite domiciliari possono essere effettuate nelle fasce:

dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi.

Le visite mediche di controllo possono essere disposte dall’INPS oppure richieste dal datore di lavoro attraverso gli appositi servizi.

L’assenza ingiustificata alla visita può comportare conseguenze sul trattamento economico di malattia e ulteriori conseguenze previste dalla disciplina applicabile.

Per questo è importante verificare che l’indirizzo di reperibilità sia corretto e aggiornato per tutta la durata dell’evento.

Una nuova funzionalità per i datori di lavoro

Nel 2026 l’INPS ha inoltre introdotto un nuovo strumento dedicato ai datori di lavoro.

All’interno del Cassetto previdenziale del contribuente è disponibile lo Smart Task “Richiesta degli attestati di malattia”, che consente al datore di lavoro, anche tramite intermediari abilitati, di richiedere gli attestati di malattia dei propri dipendenti e riceverli a uno specifico indirizzo PEC.

Si tratta di un’ulteriore evoluzione della gestione digitale delle assenze per malattia, che rende più semplice per le aziende reperire la documentazione presente nei sistemi dell’Istituto.

Conclusioni

Il certificato di malattia è un documento fondamentale per garantire la corretta gestione dell’assenza dal lavoro e il riconoscimento delle tutele previste.

Nella maggior parte dei casi la procedura è completamente telematica: il medico redige il certificato e lo trasmette direttamente all’INPS, mentre il lavoratore deve verificare la correttezza dei dati, comunicare tempestivamente l’assenza al datore di lavoro e rispettare gli obblighi relativi alla reperibilità.

La novità introdotta dall’INPS nel settembre 2026 amplia inoltre la tutela relativa al giorno precedente al rilascio del certificato, riconoscendola, alle condizioni previste, anche quando il lavoratore viene visitato in ambulatorio.

Per una corretta gestione della malattia è quindi importante prestare attenzione non solo alla certificazione medica, ma anche alle comunicazioni con il datore di lavoro, all’indirizzo di reperibilità e alle eventuali visite mediche di controllo.

Per informazioni aggiornate sulle procedure e sui servizi disponibili, è possibile consultare la sezione dedicata alla malattia sul sito dell’INPS.

ENFEA è l’ente bilaterale costituito da CONFAPI e CGIL, CISL e UIL a cui aderiscono le imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI.

Scopri la nuova procedura per richiedere le prestazioni messe a disposizione da Enfea